Ago e forchetta: quando cucire un abito e nutrire il corpo seguono lo stesso filo

C’è qualcosa di magico nel prendere un pezzo di stoffa e trasformarlo in un abito che ti calza a pennello. Proprio come c’è qualcosa di sorprendente nel vedere una lista di alimenti — quinoa, riso rosso, verdure di stagione — diventare un pasto che nutre davvero, senza farti sentire in punizione.

Questi due mondi, sartoria e alimentazione, sembrerebbero distanti anni luce. Da una parte, fili, aghi, cartamodelli; dall’altra, bilance, cucchiai e tabelle nutrizionali. Eppure, più vado avanti in questo doppio viaggio — ago nella destra, forchetta nella sinistra — più mi rendo conto che entrambi seguono la stessa logica: personalizzazione, precisione e pazienza.

Proprio come non esiste un abito che stia bene a tutti, non esiste una dieta buona per chiunque. Ogni centimetro di tessuto va modellato sul corpo, così come ogni ingrediente va misurato per far sì che il risultato finale sia armonioso, per il palato e per la salute.

E così, tra un cartamodello da correggere e un piatto di farro con le verdure da improvvisare, ho deciso di raccontare questo percorso. Non aspettatevi tutorial perfetti o ricette da chef stellati. Qui troverete piuttosto appunti di viaggio, a volte romantici, altre buffi, sempre sinceri.

Perché in fondo, sia che io stia stringendo il punto vita di un abito o preparando un pasto che rispetti le indicazioni della mia nutrizionista, sto facendo la stessa cosa: imparare l’arte del “su misura”.

Benvenuti in “Ago e forchetta”.

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